LE UNIVERSITA' POPOLARI

 

          Le Università Popolari sono nate in Europa con grande interesse verso la metà del XIX secolo nei paesi nordici, inizialmente in Norvegia, Danimarca, Germania e  Inghilterra con il fine di contribuire alla maggiore emancipazione culturale e sociale. Agli inizi del XX secolo sono sorte in Austria, Belgio, Francia, Olanda, Ungheria, Svizzera e Russia.

          In Italia, le prime Università Popolari vennero fondate agli inizi del 1900 e si diffusero con rapidità  già dal 1901.  Le prime furono quelle di Torino, Genova, Venezia, Trieste, Padova, Bologna, Milano, Piacenza, Alessandria, Mantova, Ferrara, Livorno, Firenze, Pisa, Roma, Napoli, Benevento, Palermo, Messina.  La prima Università Popolare di Roma è stata sostenuta dal Ministro dell’Istruzione del tempo, il trapanese On. Avv. Nunzio Nasi |Trapani 2.4.1850 - Erice 17.9.1935, ministro dal 15.2.1901 al 3.11.1903|, che è ritenuto il sostenitore  delle nascenti Università Popolari all'inizio del secolo e il precursore dell'attenzione governativa. 

          Le Università Popolari hanno interessato cittadini di diversa estrazione sociale ma sono state sostenute e incentivate, sin dagli albori, da personalità eminenti della cultura, tra cui letterati, scienziati e, in gran numero, da docenti universitari. Tale situazione si mantiene tuttora, ciò che costituisce la vitalità e il loro prestigio; oltre alle Università degli Studi, sono le uniche ad avere la prerogativa storica e giuridica al titolo "università". (*)

         Tra i docenti, relatori o conferenzieri nelle varie sedi italiane: Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce,  Giovanni Bovio, Ludovico Mortara, Gaetano Salvemini, Gioacchino Volpe, Luigi Einaudi, ecc. L’azione divulgativa della cultura ebbe pure il plauso di Giosuè Carducci.

        Nel 1901 fu fondata a Mantova la “rivista Università Popolare” che costituì un punto di riferimento di molte università popolari. In tale pubblicazione vennero dibattuti diversi aspetti dell'istruzione e riportati i testi di conferenze, lezioni ecc., tenute nelle diverse città da esponenti della cultura. Vennero pure discussi i temi della concezione laica e proletaria dell'istruzione con la collaborazione di personalità note, tra cui Roberto Ardigò, esponente del positivismo italiano e il criminologo Alessandro Groppali.

          Nel 1906 si celebrò il primo convegno internazionale per l’istruzione popolare ove venne trattato il binomio istruzione-statalizzata e istruzione-libera e altresì il tema dell'insegnamento autoritario, questioni che hanno visto protagonisti, tra altri, Maria Montessori, Enrico Pestalozzi, Duclaux. Molte idee di assoluto liberalismo pedagogico negli anni a seguire vennero abbandonate da molte università popolari.

          Nel tempo, con il venir meno dell’analfabetismo diffuso, le Università popolari in quasi tutti i Paesi hanno assunto ruoli molteplici pur mantenendo sempre l’interesse per l’educazione degli adulti. Le loro finalità, votate all'educazione permanente, oggi vertono sull’istruzione multidisciplinare: umanistica, scientifica, artistica e  tecnico-professionale, mediante corsi di studio con una o più finalità specialistica, master, stage e persino corsi di laurea in  conformità a dettami normativo-legislativi vigenti.

           Negli anni sessanta, quale istituzione rappresentativa, vigeva la Federazione delle Università Popolari Italiane, FUPI, con sede a Firenze presso la storica Università Popolare (in Palagio di Parte Guelfa) che si è dotata di una biblioteca di oltre venticinquemila volumi, biblioteca tuttora attiva.

           Nel 1982 è stata fondata la Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane, C.N.U.P.I, con la partecipazione tra i fondatori delle più antiche Università Popolari ricche di storia e di esperienze.

          Nel 1991 Il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, con un apposito decreto legge (Gazzetta Ufficiale n° 203 del 30.8.91), riconosceva alla C.N.U.P.I. la personalità giuridica “premiando così la validità, la serietà, ma anche l’attualità e le potenzialità future di un percorso di didattica e di formazione oramai già consacrato da una storia più che secolare citazione da fonte CNUPI ”.

               La Confederazione nazionale, altresì, è iscritta all’Anagrafe Nazionale Enti di Ricerca, è accreditata quale Ente di Formazione ai sensi del DM.177-2001 ed è socia della European Association of the Education of the Adults.

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            (*) Ciò in base all'articolo 10, comma 1, del decreto legge 1.10.73 n. 580 convertito in legge 30.11.73 n. 766, ribadito con telegramma 200/1372/VE.80.7.3 del 20.3.95 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartim. Affari Regionali. La Confederazione nazionale C.N.U.P.I., che rappresenta le UP italiane, in virtù della “personalità giuridica” acquisita con il  decreto legge del 21.5.1991, successivo al D.L. legge del 1973, ha diritto con le Università Popolari ad essa afferenti a usare la denominazione “Università”. Lo statuto è stato approvato dal Consiglio di Stato, II Sezione, il 6.2.1991.

            Il termine università, oltre ad essere giuridicamente pregnante, è carico di indiscutibili valenze storico-culturali, immediatamente connesso com'è ad enti ed istituzioni che da tempo caratterizzano, non solo sul piano culturale, la vita e la società italiana. |Cfr.: Tar Lazio Sez. I. n.14655/2004|.  

                Approfondimento sulla denominazione "Università"

 

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